Verso il futuro

Il titolo mi piace particolarmente, forse anche perché mi ricorda tantissimo “verso l’infinito e oltre”, Toy Story come tutti saprete. A proposito: dal 23 Novembre inizia la mostra Pixar a Milano, per festeggiare il 25° anniversario d’animazione Pixar. Credo proprio che parteciperò e consiglio caldamente la visione di questa gallery, che mi ha fatto tornare bambino in una manciata di secondi.

Ma torniamo a noi, ci sarà fin troppo tempo per parlare di cosa ho fatto e di che cosa mi occupo ad oggi; è più interessante, freschi ancora dell’esperienza dell’altra sera all’America Graffiti, parlare di cosa vorrei fare, in che direzione vorrei andare e come spero di riuscire a farlo.

Una delle grandi prorità della provincia di Ravenna e dell’Emilia-Romagna in genere è quella di creare gruppi solidi di volontari per organizzare eventi, sensibilizzare, avvicinare celiaci -e non- al mondo della celiachia per poter vivere il quotidiano con sempre più tranquillità. L’America Graffiti ha fatto una gran mossa in questo senso, proponendo una serata dove, almeno fino alle 22.00, era possibile raggiungere il bancone e ordinare qualsiasi cosa appartenesse al menù per celiaci senza doversi palesare, perché la base dell’evento era proprio questa: GF PER TUTTI. A mio avviso qualche pecca nel servizio c’è stata, ma aldilà di questo è stata certamente una situazione piacevolessima e replicabile.

Ne parlavo giusto ieri in qualche pagina su facebook:

La replicabilità dell’evento anche più in piccolo non è assolutamente da sottovalutare. Aldilà del luogo e del cibo, perché non essere noi i primi a fare il passo e proporre a qualcuno di organizzare serate a tema all-GF?

Serate a tema paella, o che ne so, robazze tipiche messicane, in base al locale che si tira in ballo è sicuramente possibile trovare ‘specialità’ -a volte anche insolite- che sicuramente aiuterebbero a ricreare l’atmosfera.

Credo vivamente situazioni del genere facciano tanto bene ad AIC, ma in primis a noi, che ci facciamo sentire e sorridiamo assieme. Il sorriso -e la pancia piena- sono la linfa vitale per le squadre vincenti.

Ecco, perché non essere noi a fare il passo? Si potrebbe parlare con qualche locale, sicuramente partendo dai convenzionati, proponendo un evento di questo tipo che farebbe bene a loro, ad AIC e a noi. Qualcuno serate a tema già le fa, sicuramente si può fare il passettino successivo e trasformarle in eventi di successo!

Non ci stiamo di certo allontanando dalla priorità, anzi: sarebbero ottime occasioni a mio avviso per conoscerci tra noi, legare e fare squadra. Finché siamo tanti ma sconosciuti non risulta di certo facile collaborare per il bene comune. Di questa cosa ne ho sempre fatto uno stile di vita, anche nel lavoro: se una cosa funziona bene e la puoi copiare, senza nulla togliere a nessuno, COPIALA! GPLv2 rulez, just for programmers.

Questa “massima” la vorrei tanto suggerire ad altri di mia “conoscenza”, che sembra non vogliano più di tanto mettersi in gioco nonostante la strada sia letteralmente spianata. Ma questa è un’altra storia e non vorrei mai dilungarmi troppo.

Alla prossima.

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7 thoughts on “Verso il futuro

  1. Per quel che riguarda la sensibilizzazione, da celiaco posso dire di farla ogni giorno, con tutte le persone con cui mi capita di prendere il discorso.
    Non sono molto d’accordo invece col fare serate a tema e “gioco di squadra”. Non perché non ne abbia voglia, ma per il semplice fatto che non mi sembra la soluzione giusta.
    Quello che personalmente mi interessa è che ci siano molti più posti in cui poter mangiare senza problemi, non uscire a cena con altri allegri celiaci come me. Questo perché scelgo le persone con cui stringere rapporti sulla base dello scambio e degli interessi comuni, e non perché celiaci o meno.Insomma, combattere l’ignoranza va bene, ghettizzarsi no.
    Vorrei aggiungere che il motivo per cui molti celiaci diventano disagiati e/o nevrotici risiede in un’idea [parecchio comune e radicata] quanto mai più distante dal reale stato delle cose. Sto parlando di gente che si arroga il diritto di portare all’attenzione fatti di cronaca inesistenti – ad esempio, la notizia di un ragazzo “morto di celiachia” – spesso perché mal informate. La campagna – a mio avviso sbagliata – che viene portata avanti anche dall’AIC finisce per risultare complice di questa disinformazione. Slogan come il terrificante “Se li conosci, puoi invitarli a cena” finiscono per sorbire l’effetto opposto a quello preposto, allontanando le persone, invece che avvicinarle.
    Senza dire che molti gestori di locali – proprio a causa dei prezzi elevati dei prodotti senza glutine e del fiscalissimo catalogo dell’AIC – finiscono spesso per gettare la spugna ancor prima di provare ad attrezzarsi per un menu GF proprio perché [ovviamente] non gli conviene.
    Allora penso che forse sarebbe meglio essere un po’ meno fiscali e concentrarsi di più sulla corretta informazione di chi lavora nella ristorazione, piuttosto che organizzare le solite serate a tema che [perdona il termine] non risolvono un cazzo. E magari – già che ci siamo – dare qualche notizia in più sullo stadio della ricerca di pillole e vaccini [a proposito, delle pillole ne esistono già di due tipi, efficaci nell’80 % dei casi, che però non si è ancora pensato di mettere in commercio, chissà perché] invece che pensare solo agli interessi delle grosse aziende farmaceutiche, le quali gestiscono questo grande buisness, sulle spalle della NOSTRA indipendenza.
    Detto questo, l’idea di aprire un blog di scambio sul mondo della celiachia è lodevole, però secondo me dovresti allontanarti un po’ di più dalla linea AIC, se vuoi suggerire soluzioni nuove e creative.

    Saluti.

    • youngcoeliac scrive:

      Apprezzo non sai quanto il tuo commento, ma credimi, sono più lontano dalla linea AIC di quanto immagini.

      La prima cosa che ho fatto da quando ho iniziato è stata portare la birra alle feste della birra classiche, con uno stand ad-hoc, fornendo la benedetta alternativa che molti hanno sempre desiderato. Non sono affatto per la ghettizzazione, eravamo in mezzo a tutti i birraioli standard, con la differenza che noi avevamo il nostro boccale con dentro la birra GF e non la birra glutinosa.

      Credo tu abbia leggermente fraintenso il mio discorso, ti porto come esempio la situazione nella prov. di Ravenna, tanto per chiarire il contesto in cui approverei quanto esposto nel post: non ci sono volontari. Ma non sto con questo dicendo che che ne sono pochi e non riusciamo a gestire la situazione, bensì che ce ne sono talmente pochi che ‘il giro’ del gluten free è pressoché inesistente, di conseguenza non ne servono neppure altri. Cioè, pochissimi ristoranti, quasi nessun bar, due gelaterie in croce. La situazione è totalmente tragica, e la vivo in prima persona da volontario AFC: se i volontari non esistono, credimi, non esiste neppure tutto il resto.

      Mi stacco da AIC presentandomi come ‘giovane celiaco che vuole la birra’ tutti i giorni, e i pub sono i primi a non darmi corda. E questo per il semplice motivo che non c’è richiesta. Li conosco i giovani celiaci, ci sono, non sono neppure pochi. Ma io sono il primo a non aver mai chiesto una birra GF ad un pub, lo so che non le hanno. E cosi’ fan tutti, non c’è squadra, non c’è fiducia. Se io mi sveglio domani mattina con l’idea del secolo e non ho nessuno che m’appoggia, io da solo con le cinquantaduemila cose da fare che mi ritrovo, l’università, una vita e tutto quanto come posso pensare di riuscire a metterle in pratica?

      Tutte le grandi squadre sono anche delle piccole famiglie, ci si aiuta, si contribuisce e con poco si ottiene tanto, assieme. AIC ha sempre funzionato in questo modo, ove più ove meno, e fare i rivoluzionari del cazzo -perdona il termine- non servirà a un cazzo. E’ vero, forse le ‘solite’ serate a tema (solite al tuo paese spero, purtroppo non al mio, credimi) saranno totalmente inutile, ma almeno ci conosciamo tra noi, vediamo chi puo’ fare cosa, come ci possiamo muoverci e cosa si puo’ fare allungando il passo.

      Dato che t’interessa avere tanti più posti in cui poter mangiare senza problemi e uscire allegramente con i tuoi cari amici spero che tu ti dia da fare all’interno del progetto AFC (o anche da solo sensibilizzando i ristoratori, se leggi il primo post ho esposto il mio pensiero circa AIC) o che butti la palla ad un qualche gestore di pub, quando vai a NON berti una birretta.. perché si, tocca a noi lo sporco compito, se pensi che siano “gl’altri” a fare in modo che questo sia un mondo bello, felice e comodo per noi stai fresco!

      E per quanto riguarda i disagiati.. che vuoi fare? Se hai un’idea geniale son tutt’orecchi e tempo permettendo la mettero’ anche in pratica -come ho già ribadito, AIC favorevole o meno-, ma altrimenti.. eh, facile riempirsi la bocca, sono i fatti reali quelli che mancano. Non voglio screditare il tuo parere, è totalmente lecito e corretto, solo che della gente che parla e parla ne senti ripetutamente tutti i giorni, ma alla fine siamo sempre qua, con quattro volontari in croce e 60km da fare per un buon bombolone caldo.

      Ah, sull’argomento pillola non m’addrentro di proposito al momento, ti consiglio d’informarti circa le attività AIC, due mesi fa ci sono state giornate di Empowerment molto interessanti a bologna, s’è parlato molto anche dell’argomento pillola, io purtroppo ero troppo impegnato con altri 20 giovani a cercare di creare un gruppo giovani nazionale nella stanza a fianco e non ho ancora avuto tempo d’informarmi, quindi non so dirti quale sia lo stato dei lavori e tutto quanto. E poi sarò sincero: io sta cazzo di pillola proprio non la voglio neanche vedere, l’alimentazione GF è stupenda, per noi e per tutta la popolazione, perché doversi sfondare di merda anche quando non serve? Non siamo ne sfortunati ne malati ne niente, abbiamo un’intolleranza, è una delle cose più frequenti sulla faccia della terra, anche se in forme diverse. Sentirsi ammorbati e prendere pillole è molto peggio che ghettizzarsi.

      Ti ringrazio di nuovo, presterò maggiore attenzione nell’esporre le mie iniziative, il fraintendimento è sempre dietro l’angolo. A presto!

      • Con tutto il rispetto per il lavoro che fai [sicuramente avrai molti più modi di parlare con gente celiaca di quanto non ne abbia io], credo di avere inteso sin dall’inizio la questione da te posta. Semplicemente abbiamo due visioni differenti della stessa cosa.

        Prima di tutto io sono grandemente favorevole alla pillola. Perché sì, uno la può vedere come vuole, ma la nostra è qualcosa di più di una semplice intolleranza e soprattutto condiziona la vita in maniera di gran lunga superiore rispetto alle altre [che so: fragole, latticini]. Il glutine è presente in una quantità smodata di cibi e ingredienti, soprattutto nella cucina mediterranea ed italiana. Quindi non è questione di “sfondarsi di merda” a priori, ma di trovare una soluzione definitiva per tutte quelle volte in cui si va a mangiare fuori casa [anche perché con una pillola non si potrebbe di certo mettere totalmente da parte la dieta], mentre in ambito domestico il problema non sussiste. In generale, comunque, che sia la pillola, che sia il vaccino, si tratta di trovare una cura per un fenomeno che in campo medico rientra tra le malattie croniche auto-immuni [correggimi se sbaglio] e penso che sia nostro interesse informarcene.

        Non è nemmeno questione di fare i “rivoluzionari del cazzo”. Non accorgersi degli interessi smodati delle industrie farmaceutiche verso il mondo della celiachia è da ottusi, e se l’alimentazione senza glutine fosse “stupenda”, come dici tu, allora spiegami perché non può esserci una scelta degna dei prodotti nei supermercati, invece che acquistarli rigorosamente in farmacia. Per il commercio questo sai come si chiama? Suicidio.

        Ma veniamo alle proposte, perché anch’io non sono un idealista e parto dai fatti: la cosa più urgente a mio avviso sarebbe cambiare totalmente la campagna di sensibilizzazione dell’AIC e rivolgersi prima di tutto ai ristoratori, e non alle fiere specializzate, mettendoli nelle condizioni di offrirci quello di cui abbiamo bisogno: menu alternativi senza contaminazione di grano. Niente che rientri tra le cose dell’altro mondo. E di farlo, possibilmente, senza farci passare come degli alieni venusiani da “riconoscere” a vista.

        Per quanto riguarda la birra GF, mi fa schifo [altro punto su cui differiamo]. Ed è lo stesso motivo per cui molti giovani celiaci non la richiedono nei pub: perché ricordano il gusto della birra vera. Insomma, una cosa sono la pasta e la pizza senza glutine, un’altra è la fermentazione del malto senza il malto. Semplicemente beviamo altro. Pazienza.

        Quindi, ripeto: non dico che tu non faccia bene a fare quello che fai, solo che secondo me ti concentri sulle cose sbagliate.

        P.S. scusa se mi sono permesso di contrastare la tua risposta alla “volemose bene”, era giusto per esser chiari.

      • youngcoeliac scrive:

        Davide, ho cercato di risponderti più brevemente possibile in questo nuovo post: http://wp.me/p1ZeIs-A. Spero sinceramente tu abbia voglia di scambiare altre quattro chiacchiere e, dato che risiedi a Bologna a quanto vedo, se vorrai prendere un caffé in tranquillità e approfondire argomenti a noi cari sappi che mi farà enorme piacere.

        A presto!

  2. anna scrive:

    Come al solito è facile parlare astratto:”concentrarsi di più sulla corretta informazione di chi lavora nella ristorazione,” : chi lo deve fare? Silvia Silvia e ancora Silvia???? é facile fare un commento su un mondo di fantasia, in cui i ristoratori sono lì che aspettano di essere formati……chi è interessato lo fa da solo gli altri se ne fregano e preferiscono fare orecchie da mercante. Fare serate a tema o incontri solo di celiaci, non è ghettizzarsi, ma scambio di idee ed esperienze, “mal comune mezzo gaudio” l’unione fa la forza” ma a far vedere a chi non conosce i celiaci e i loro numeri quanti siamo e che portiamo denaro e affari e forse può far decidere a qualcuno di fare la stessa cosa. Mirco ha fatto …non solo sulla carta, ma in pratica…tu che scrivi un commento pieno di critiche, cosa hai fatto in pratica???? Per me AIC e chi ci lavora merita tutto il rispetto e la riconoscenza possibile per il lavoro enorme che fa….sei mai stato a un’assemblea?

  3. manuela scrive:

    Niente pillole x carità! ecco finalmente si comincia a parlare di sistema immunitario e penso sia anche questo un problema che purtroppo non si è solo celiaci ma il sistema immunitario comprende altre patologie ahimè anche molto tristi e invalidanti con le quali sono pillole tutti i giorni x non arrivare al cortisone. Se almeno con la celiachia riusciamo a stare con il senza glutine direi che è molto meglio! Non è che con la pillola risolvi tutto anzi MI CHIEDO quali sarebbero gli effetti collaterali?…perchè sicuramente ce ne sarebbero…e cmq anche questo non sarebbe interesse di qualcuno!….cominciamo a salvaguardarci! Con tutto il rispetto delle opinioni altrui ma la ” celiachia non è solo celiachia”..pensiamoci….

  4. […] Ho apprezzato molto la grinta di Davide e lo scambio di idee che c’è stato nei commenti al post precedente. […]

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