malattia autoimmune vs. intolleranza

Malati, non malati, intolleranti, allergici, celiaci.

Come volete, ma io di sicuro malato non mi ci sento affatto. Molto terapeutico in questo senso il discorso tenuto anche dal prof. Volta (che essendo il mio medico mi sono sentito proiettato nel futuro, visite mediche su skype.. wow) su RAI1 questa mattina. Spero che in molti l’abbiano seguito, e si siano fatti qualche domanda.

Le cose fondamentali?

  • puoi essere celiaco e non saperlo, ma non devi spaventarti
  • un test anticorpi antitransglutaminasi, seguito da una biopsia, risolverà tutti i problemi che in futuro avresti sicuramente avuto, poiché inconsapevolmente transigente
  • l’alimentazione senza glutine non è assolutamente un incubo, solo una questione d’abitudine e lo sarà sempre di più
  • abbiamo dalla nostra parte una fortissima associazione, l’AIC, e le aziende che producono alimenti senza glutine, con controlli dalle materie prime e con laboratori di analisi interni, fino al prodotto finito
  • i celiaci sono un numero altamente superiore rispetto agli intolleranti ai latticini e quant’altro, per questo veniamo sovvenzionati
  • la maggior parte dei celiaci non hanno reazioni in seguito a contaminazione, da un lato la cosa ci tranquillizza, dall’altro la diligenza è fondamentale poiché questo non giochi a nostro sfavore
  • l’alimentazione gluten free porta ad una maggiore assunzione di grassi, bisogna saper SOSTITUIRE i prodotti con glutine con valide alternative senza glutine, non semplicemente ripiegare su altro

Aggiungo io:

  • i celiaci, anche grazie all’aiuto dell’associazione ma non solo, stanno (stiamo) ottenendo molto in quanto ad alimentazione fuori casa, aperitivi, colazioni, cene e quant’altro, andando a soddisfare il bisogno di giovani e non anche fuori le mura di casa
  • noi siamo i fan numero uno di noi stessi e dobbiamo desiderare il meglio per noi, soprattutto quando si parla di salute: non fidiamoci di quel che ci viene detto o non detto, dobbiamo essere noi ad andare alla fonte e interessarci
  • vogliate bene ai vostri figli, fategli fare l’analisi fin da bambini, esperienza personale: si vive meglio scoprendolo da piccoli, ed è un’esperienza fortemente fortificante (pardon, gioco di parole)

Non sono un medico, le mie parole non sono e non saranno mai la bibbia, ma spero a differenza dei medici di poter essere più vicino a voi di quanto non possa fare chiunque altro e spero che questo possa fare la differenza. Nessuno mi dice cosa dire, quel che dico lo penso davvero, dopo 17 anni di celiachia senza mai una briciola di glutine, attenzione e consapevolezza. E mi sento bene, ma molto bene.

E considero fortemente sciocco, oltre a non capire il masochismo, chi sa perfettamente d’essere celiaco, probabilmente s’è anche fatto una passeggiata su internet alla ricerca delle conseguenze della celiachia non curata e nonostante tutto continua a concedersi qualcosa ogni tanto -o ogni sempre-. Vogliatevi bene, a me non frega niente, a voi dovrebbe.

Just think. E’ sempre un buon momento per iniziare a farlo.

(odio spammare e oggi probabilmente sarà l’ultima volta, è importante e mi sento in dovere di farlo, seguite youngcoeliac su facebook e/o su twitter per rimanere aggiornati!)


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6 thoughts on “malattia autoimmune vs. intolleranza

  1. Anna scrive:

    L’ho seguito anche io, in dieta celiaca da 6 anni, con molti danni fatti dall’essere celiaca senza saperlo da camionate di ferro ingerito per combattere una anemia che non migliorava con niente alle gravidanze difficili, con aborto, minacce di aborto ecc….L’avevo sentio anche alle assemblee e mi piace moltissimo come difende i suoi celiaci anche da quella signora che voleva paragonare l’intolleranza al lattosio con una malattia autoimmune. Dal momento che ho iniziato la dieta non ho mai più mangiato volontariamente cibo con glutine e un paio di volte che me l’hanno propinato dicendo che era cibo sicuro sono stata malissimo, quasi da subito. Premetto che ho iiniziato la dieta a 52 anni e quindi fino ad allora avevo mangiato normale. Se si è celiaci ci si deve comportare da tali, non si è celiaci solo un po’ come si sente dire, o “lo sono stato per qualche anno” oppure come il mio medico che mi ha comunicato, siccome avevo gli esami che andavano bene, che ero guarita!!! Miracolo!!!! I dottori, gli insegnanti, i genitori che hanno a che fare con gente celiaca, dovrebbero sapere tutto il possibile su come affrontarla, invece c’è tanta ignoranza. Io all’inizio sono stata male perchè non è una passeggiata scoprire di avere osteoporosi perchè si è celiaci, quando si sta benissimo, ma poi sono saltati fuori tanti problemi con mia mamma, mio babbo, mio sorella e i miei figli che il fatto di essere celiaca è rimasto l’ultimo dei miei problemi. Ma mi voglio bene e faccio il possibile per stare bene e sto a dietissima!!!!

  2. Djallen - Jé scrive:

    Come qualcuno disse.. in un foodblog a me caro… “ora le diagnosi di celiachia le fa pure il fruttivendolo sotto casa” .. aggiungo io..purtroppo.
    Celiachia e ignoranza sembrano andare di pari passo..tanto più si fanno progressi n campo diagnostico e alimentare, tanto più se ne conosce meno al di fuori dei canali “tematici” specifici…e meno ancora ne sanno spesso i medici..i pediatri di base soprattutto, che potrebbero “acchiappare” sin da subito i bimbi celiaci.
    Concordo sulla questione, meglio da piccoli, almeno non si imparano ad amare tutte quelle pietanze che contengono il ,come lo chiaman? ah, “famigerato” glutine! Insomma se da piccoli si è come spugne allora è lì che si deve battere per insegnare, in primis il rispetto delle problematiche altrui, tra le quali quelle alimentari, inoltre perchè non insegnare a mangiare sano? prodotti naturali, semplici, frutta verdura… divertirsi in cucina tutti assieme.
    Spero sempre di insegnare nel modo corretto alla mia piccola celi (ma pure alla grande che ancora celiaca non è..ma stà lì, sul filo del rasoio..) spero che non sgarri, sappia difendersi quando cercano di “ingannarla” dopo un errore (a scuola non è raro, purtroppo!), che impari a riconoscere i sapori a lei familiari…
    Spero soprattutto che gli amichetti imparino che i biscotti, il pane e tutto quanto lei mangi, non è qualche cosa di strano e che bisogna rispettarlo, evitando di riempire il suo piatto con ciò che hanno loro in mano.. ma qui il discorso si sposta più sulle famiglie dei bimbi , che dimenticano il corretto uso dell’educazione.. l’uso della tavola: non premio , non punizione, non gioco, ma luogo del convivio, dello stare bene assieme, tutti.

    la mia peste.. (in senso buono)..Sicuramente la prima fan di sè stessa è lei stessa! Deve esserlo. E stà bene, non s’incapona se un qualche cosa la attira e non può averla.. se proprio lo vuole mi domanda di farlo, prima o poi, con le sue farine.. (la stessa cosa che poi anche la sorella domanda: sempre che possa mangiare anche la piccola) e per ora credo, spero , di aver fatto un buon lavoro…. il difficile arriverà poi..magari quando sarà più grande.
    Verrò a domandare consiglio a chi è già passato su quella strada e l’ha attraversata con successo! (pronto Mirco?).. 😀

  3. Anna scrive:

    urca ce lo siamo perso (a casa mia) il tuo dott in tv!! dovevi avvisarci…che peccato! sarebbe sicuramente stato interessante..

  4. […] è come parlare al vento. Ha affrontato il discorso anche il prof. Volta il mese scorso, in tivù su RAI1, ne parlai qualche settimana fa. Comunque, se qualcuno in lettura sta pensando “ecco, come […]

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