scimmie con in mano le bombe a mano

Se ne parla, se ne parla, se ne parla e se ne parla. E allora parliamone.

Tanto, dal male che siamo in tempo di allarmismi (questa neve non la reggo piu’, non so voi) uno in piu’ o in meno..
Scherzi a parte, nelle settimane appena passare s’è parlato tanto dei tagli legati alle esenzioni per noi celiaci.

A mio avviso, molti sembrano non rendersi conto di quale sia la problematica, anzi, la maggior parte dei NON celiaci, di fronte alle nostre lamentele rispondono con frasi piene di rabbia del tipo “e mi sembra anche giusto, io sono intollerante ai latticini, non per questo mi vengono regalati dei soldi”. Opinione validissima, e discutibilissima.

Ora non ho intenzione di affrontare l’argomento, d’altra parte discutere con persone che alimentano dibattiti basati sulla rabbia e l’invidia, totalmente data dalla disinformazione, è come parlare al vento. Ha affrontato il discorso anche il prof. Volta il mese scorso, in tivù su RAI1, ne parlai qualche settimana fa. Comunque, se qualcuno in lettura sta pensando “ecco, come svia alla grande l’argomento” sono qui, quando si voglia mandarmi una mail e discuterne, son sempre pronto!

Il punto qual’è, andiamo al sodo: gl’allarmismi sono positivi da una parte, aiutano a far capire a noi che siamo una famiglia, che siamo tanti, che possiamo aiutarci e possiamo ‘combattere’ il nostro stato costantemente, per ottenere/difendere i nostri diritti. Dall’altra parte fanno capire a loro che siamo tanti, piu’ di quanti pensano evidentemente, e il problema esiste ed è sentito dalla massa.

Ma d’altra parte, quando sono esagerati, rischiano d’ottenere l’effetto opposto a quello voluto. Grazie a dio, ancora una volta, alla faccia di chi afferma che l’AIC sta con le mani in mano e non pensa alla nostra salute, è stata fatta una mossa informativa di tutto rispetto.

“Sono ancora lontani dall’assumere i tratti di una proposta concreta i paventati “tagli” alle esenzioni a cui oggi hanno diritto i celiaci diagnosticati che devono procurarsi i prodotti senza glutine per la loro dieta. A prefigurare lo stop dell’erogazione gratuita degli alimenti gluten free nelle farmacie e in altri esercizi convenzionati, con la conseguente introduzione di nuovi ticket, è infatti per ora solo una “bozza di lavoro” allo studio della Conferenza delle regioni e delle province autonome.”

Oke? claro? una bozza di lavoro. Non dimentichiamo che siamo in italia.. quindi tiriamo pur un sospirone e ritorniamo a ragionare con il senno che ci caratterizza e distingue dalle scimmie con in mano le bombe a mano.

“Non siamo quindi in presenza di una decisione né di un decreto di prossima attuazione.”

Bene, ora che siamo tranquilli, come d’altra parte si puo’ leggere anche nel comunicato AIC, non è comunque un buon momento per stare ‘troppo’ tranquilli e abbassare la guardia. Il problema esiste, se ne sta parlando e se ne parlerà. E’ chiaro che la direzione dev’essere una e solo quella è possibile, almeno per come le cose sono per noi in questi anni. Dover anche pagare, sarebbe veramente il colmo.

Date una lette a ciò che la mia carissima amica Sara Quartarella ha scritto al riguardo, e pubblicato sul gruppo “Tutela per i celiaci [..]”.

 

Facciamoci sentire nel modo giusto e meditiamo, parliamo, informiamo, ma bando alle allerte, che ci pensa già Alemanno.


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