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Web for all

Ieri si è conclusa la due giorni di “web for all”, l’evento che vede web developers, grafici e creativi uniti nel tentativo di donare un prodotto web di professionale fattanza ad alcune noprofit del panorama italiano.

L’evento si è tenuto a Bologna nelle giornate di sabato e domenica, dove professionisti e non hanno potuto mettere a disposizione tempo e conoscenze a favore dell’iniziativa che, come prima volta, ha superato le aspettative.

Tutte le informazioni sull’evento sono reperibili a partire dalla pagina ufficiale, a breve verranno pubblicati i progetti realizzati.

Cosa c’entra con la celiachia?
Odio la monotonia e la monotematicità, le noprofit sono da supportare tutte in egual maniera a seconda del tempo che possiamo umanamente dedicarvi. L’evento vedeva solide basi, professionisti del settore e voglia di far bene dal profondo del cuore per cercare, senza troppe pretese, di far partire una macchina perfetta d’aiuto sociale, umanitario e personale.

Sicuramente, aldilà di tutto, un’ottima occasione, anche per noi developer, di incontro e scambio sia culturale che multimediale.

Ho avuto modo di venire a contatto con Franco Bernagozzi, referente per l’associazione UIMdV (Unione Italiana Mutilati della Voce), per la quale abbiamo prodotto il nuovo portale web -disponibile a breve- fornendo nuovo logo, nuovo layout, nuove modalità di accesso e fruibilità del servizio adatte alle loro competenze. Non ci resta che attende il loro -speriamopositivo- feedback e sorridere, sperando di strappare un sorriso anche a loro e di far capire a tutti come il lavoro di poche persone possa valere davvero molto, nonostante il contesto poco pretenzioso e molto poco dispendioso sia pecuniariamente che in termini d’energia.

Un’azione di volontariato come questa vale davvero molto e mi riempie il cuore di gioia e, con queste parole, sono sicuro di parlare a nome di tutto il Twitter-team (Mirco Babini (sonoio!) & Federica Ventura & Matteo Rosati) e di tutti coloro che hanno preso parte a questa prima istanza dell’evento.

A presto,
M.

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malattia autoimmune vs. intolleranza

Malati, non malati, intolleranti, allergici, celiaci.

Come volete, ma io di sicuro malato non mi ci sento affatto. Molto terapeutico in questo senso il discorso tenuto anche dal prof. Volta (che essendo il mio medico mi sono sentito proiettato nel futuro, visite mediche su skype.. wow) su RAI1 questa mattina. Spero che in molti l’abbiano seguito, e si siano fatti qualche domanda.

Le cose fondamentali?

  • puoi essere celiaco e non saperlo, ma non devi spaventarti
  • un test anticorpi antitransglutaminasi, seguito da una biopsia, risolverà tutti i problemi che in futuro avresti sicuramente avuto, poiché inconsapevolmente transigente
  • l’alimentazione senza glutine non è assolutamente un incubo, solo una questione d’abitudine e lo sarà sempre di più
  • abbiamo dalla nostra parte una fortissima associazione, l’AIC, e le aziende che producono alimenti senza glutine, con controlli dalle materie prime e con laboratori di analisi interni, fino al prodotto finito
  • i celiaci sono un numero altamente superiore rispetto agli intolleranti ai latticini e quant’altro, per questo veniamo sovvenzionati
  • la maggior parte dei celiaci non hanno reazioni in seguito a contaminazione, da un lato la cosa ci tranquillizza, dall’altro la diligenza è fondamentale poiché questo non giochi a nostro sfavore
  • l’alimentazione gluten free porta ad una maggiore assunzione di grassi, bisogna saper SOSTITUIRE i prodotti con glutine con valide alternative senza glutine, non semplicemente ripiegare su altro

Aggiungo io:

  • i celiaci, anche grazie all’aiuto dell’associazione ma non solo, stanno (stiamo) ottenendo molto in quanto ad alimentazione fuori casa, aperitivi, colazioni, cene e quant’altro, andando a soddisfare il bisogno di giovani e non anche fuori le mura di casa
  • noi siamo i fan numero uno di noi stessi e dobbiamo desiderare il meglio per noi, soprattutto quando si parla di salute: non fidiamoci di quel che ci viene detto o non detto, dobbiamo essere noi ad andare alla fonte e interessarci
  • vogliate bene ai vostri figli, fategli fare l’analisi fin da bambini, esperienza personale: si vive meglio scoprendolo da piccoli, ed è un’esperienza fortemente fortificante (pardon, gioco di parole)

Non sono un medico, le mie parole non sono e non saranno mai la bibbia, ma spero a differenza dei medici di poter essere più vicino a voi di quanto non possa fare chiunque altro e spero che questo possa fare la differenza. Nessuno mi dice cosa dire, quel che dico lo penso davvero, dopo 17 anni di celiachia senza mai una briciola di glutine, attenzione e consapevolezza. E mi sento bene, ma molto bene.

E considero fortemente sciocco, oltre a non capire il masochismo, chi sa perfettamente d’essere celiaco, probabilmente s’è anche fatto una passeggiata su internet alla ricerca delle conseguenze della celiachia non curata e nonostante tutto continua a concedersi qualcosa ogni tanto -o ogni sempre-. Vogliatevi bene, a me non frega niente, a voi dovrebbe.

Just think. E’ sempre un buon momento per iniziare a farlo.

(odio spammare e oggi probabilmente sarà l’ultima volta, è importante e mi sento in dovere di farlo, seguite youngcoeliac su facebook e/o su twitter per rimanere aggiornati!)


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Rai3: Fuori TG a tema celiachia

E’ facile essere fraintesi, soprattutto quando si parla di argomenti quanto mai complessi e articolati quali intolleranze, malattie e altri a carattere puramente tecnico-specifico, come per esempio la celiachia. Lo è anche per chi è medico, soprattutto se pieno di se è -seppur involontariamente- abusante della propria posizione.

Non conosco il professor Italo de Vitis, ma parteciperà al Fuori TG a tema celiachia su Rai3 nazionale, che vedrà anche in collegamento da genova la nostra dir. gen. Caterina Pilo, dalle 12.25 alle 12.50 mercoledi’ 7 dicembre (DOMANI!).

Le questioni affrontate saranno a carattere sociale e medico, focalizzando sulla portata del fenomeno e sui problemi incontrati da persone che soffrono di celiachia e dai loro famigliari.

Io ne consiglio la visione, a presto.


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la dura legge del blog

Parafrasando: come collezionare ZERO views giornaliere nonostante il bacino d’utenza a cui ci si rivolge sia fin troppo ampio e popolato.

Purtroppo non ho speranza, l’università e le mille cose per la testa mi stremano, mi riduco sempre ad orari pessimi con la voglia di bloggare e finisce che non scrivo nulla. Devo mettermi il cuore in pace, scrivere quando riesco e via andare. Tanto o cosi’ o cosi’, tanto vale farla sembrare una scelta, magari è più piacevole.

dunquedicosaparliamo? ce ne sarebbe un bel po!
Di sicuro, dato che è stato richiesto, è ora di parlare della sacher glutenfree che ho fatto con la dede pochi giorni fa e che chiaramente abbiamo già finito. Buonissima!

La foto per ora non la metterò, c’è in cantiere una surprise con @lecuoche!

Un paio di foto invece sono in arrivo, a sto giro la cara Giusto l’ha fatta storta. Arrivo in farmacia, muraglia di panettoni e pandori bellissimi da vedere e scelgo quello della giusto, perché sai, vedendo questa foto..

 
 
..arrivo a casa, lo apro, bustina con lo zucchero vanigliato, scrolla scrolla e infile.. taglio! E LA CIOCCOLATA DOVE SAREBBE?
 
 
 
 
 

 
 
eddai, bella Giusto, mavaffan.. cos’è quella macchietta? sembra più muffa, schifo, informe squizzettata cioccolatosa insapore e.. ridicoli. Pero’ bono eh, tutto sommato è buono. Ho provato anche a scaldarlo, never do it, però buono!


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Aperitivo?

Oggi, complice la stanchezza e qualche pensiero per la testa, l’intenzione era quella di non bloggare, e invece eccomi qua, a cercare nuovamente di farmi notare e trovare in voi supporto, come sembra stia effettivamente accadendo. Ne sono testimoni le 400~ views che queste pagine hanno collezionato nella giornata di ieri, trend che sicuramente non resterà invariato ma resta un chiaro segno di quanta necessità e voglia d’esprimersi ci sia tra noi, e i molti commenti che ricevo nei vari canali di comunicazione social, tra cui questo blog.

Oggi s’è parlato con Lidia, recentissima e carichissima new entry nel mondo gluten free, di come ci siano necessità differenti per noi giovani, rispetto a quelle degl’adulti. L’argomento sono gl’aperitivi e il target discusso va dai 20 ai 30 anni, ma personalmente lo estenderei a partire dai 16 fino ai 32-34 tranquillamente.
L’argomento è caro a molti, specialmente -immagino- a chi, in questa fascia d’età, si trova a dover cambiare il proprio stile di vita e chiaramente s’imbatte in questa problematica: con quali stuzzichini posso riempire il mio piatto? patatine? c’è rischio contaminazione? con chi posso parlare? qualcuno mi sa aiutare?

La contaminazione è dietro ad ogni angolo, in un buffet ognuno è libero di far quello che vuole e, aldilà dell’igiente, è facilissimo scambiare una forchetta o riempire di briciole il piatto delle patatine, che non si sa comunque di che marca siano. Come si può fare?
Di sicuro lo step principe è entrare in contatto con chi gestisce la faccenda, chi si trova dall’altra parte del bancone per intenderci, ed è chiaro come ancora una volta l’informazione sia fondamentale nonostante anche in quest’ambito manchi molto. Secondo step è, situazione per situazione, cercare di capire se e quali soluzioni si potrebbero adottare, dalla scelta dei prodotti a quando arrivano nel nostro piatto, per poterci tranquillamente gustare quattro chiacchiere tra amici senza dover vivere col terrore d’una serata intossicata.

L’attività non è molto differente da quella necessaria per un ristorante/pizzeria, con l’unica differenza che qui sembra tutto molto più semplice. Non chiediamo la luna, due olive, una manciata di patatine o arachidi, un buon bicchiere di vino e tranquillità.
Io credo sia seriamente il momento di trovarsi, radunare le forze e provare a muoversi in quest’ottica assieme, la connecta Ravenna-Bologna la voglio instaurare da mesi, sembra che le anime ci siano, speriamo di riuscire a fare il passo successivo.

Per gli amanti della birra s’è già fatto qualcosa, spargiamo la voce e diamo il via all’aperitivo GF in ogni dove?

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Birra

Estrella, festa Pieve Cesato 2011

Qualcuno ha visto la mia immagine profilo su facebook (qui a sx)  e m’ha chiesto se sono un amante della birra o se è solo un caso. Chi mi conosce o conosce la mia esperienza, conosce anche la risposta al quesito, che ora mi accingo ad esporre brevemente:

Io vado totalmente giù di testa per la birra. Quest’estate mi sono inevitabilmente trovato ad una festa della birra nel bolognese e ho capito chiaramente cosa volevo: poter bere una birretta IN QUEL CONTESTO con i miei amici.

Quindi come si suol dire ‘gambe in spalla’, mi sono informato circa cosa avrei dovuto fare e grazie ad AIC ho potuto agire in totale tranquillità creando uno stand informativo all’interno della festicciola della birra di Pieve Cesato (Faenza, RA), grazie anche al supporto del carissimo Stefano, proponendo birra GF Estrella Daura.

L’idea è piaciuta parecchio e il sogno mio e di molti altri ragazzi è stato realizzato, quindi è stata riproposta la situazione a Granarolo (Faenza, RA) e Prada (Russi, RA) dove lo stand ha visto oltre alla birra anche un’apprezzatissima offerta di piadina al prosciutto e patate al forno (per la felicità dei più piccini).

Io per primo non avevo idea di quali fossero le modalità per realizzare qualcosa di questo tipo, come dovessi muovermi e quali problemi avrei potuto incontrare, ma ho da subito avuto carta bianca e supporto per poter gestire la situazione alla stragrande e rendere possibile una cosa abbastanza semplice nata da un’idea banale come tante, che però purtroppo sono spesso le prime a finire nel dimenticatoio per paura di non essere in grado di portare a termine il percorso.

E’ proprio questo il punto: le cose bisogna desiderarle fortemente, bisogna investirvi anima e corpo e il successo è assicurato. Ora -purtroppo- di feste della birra non ce ne sono, ma attualmente mi sto dedicando a bar e pub, sperando che l’estate prossima qualcuno segua il mio esempio e riproponga l’evento in giro per l’Italia, come io continuerò a fare qua in Romagna.

Non è esattamente semplice come avevo immaginato, anche solo con il target con cui è necessario interfacciarsi non è lo stesso delle festicciole della birra, anche se questa non è la problematica maggiore. Attualmente in prov. di Ravenna -a quanta ne so io- la birra GF si può trovare al pub Mataluna di Rossetta (RA) e al Jammin Café di Lugo (RA).

Spero caldamente di trovare supporto in queste attività e se qualcuno -di voi lettori magari- avesse un buon contatto con qualche pub/bar o avesse voglia di dare una mano con l’iniziativa.. potete scrivermi seguendo il link ‘contact’ (viva la fantasia) nel menu in alto.

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